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Posts Tagged ‘marco ferrini’

Il Maestro è fatto di Carne e Sangue

E non solo, è anche dotato di una mente umana, non è neanche un mago, e mi metterebbe a disagio se frequentasse il piano inclinato dei miracoli, perché non saprei distinguere se quel piano fosse rivolto verso l’alto o verso il basso.
Un Maestro è un uomo o una donna che soffre e gioisce come noi, che si ammala e che deve curare il corpo e la mente come gli altri della sua specie.
Ma neanche è una persona normale.
Prima di tutto perché essere “normali” in questa età del ferro è offensivo anche per le persone veramente normali come me e come te che stai leggendo. Soprattutto però, per quel che ho potuto realizzare, Marco Ferrini“Maestro” significa propriamente “collegamento”. Il Maestro, che nel mio caso è appunto una persona in carne ed ossa, ovvero Marco Ferrini Matsyavatara Das, è colui che frequenta il confine tra terra e cielo, da questa sua capacità d’appartenere contemporaneamente ai due mondi, deriva per noi seguaci una possibilità evolutiva.
In termini più generali il Maestro ispira, vi prego di non sottovalutate questo verbo, dentro ci sta il sale della vita, una vita non ispirata non è vera vita.
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Pregare nel Vento

Nella vita di ogni essere, come in quella di un popolo, accadono cose che destabilizzano, apparentemente ingiuste, enormi ed inspiegabili: pare davvero che la vita in quanto tale non vi possa prescindere. Del resto il fatto stesso che vita faccia paio con morte, dovrebbe metterci sull’avviso.
Ogni epoca ha voluto/dovuto spiegare il grande paradosso ed il termine che più ricorre è quello di destino. Anche nel Mahabharata c’è un continuo riferirsi al destino. pregare nel ventoNonostante il Maestro precisi ogni volta quanto questo destino non sia una potenza arbitraria di un Dio capriccioso, piuttosto le risultanti di karma e di tendenze inconsce, quando dai racconti mitologici si passa alle dure prove della vita, l’impressione di essere soverchiati da un magma incontenibile, di fronte al quale l’io non ha nessuna possibilità di resistenza, allora, senza un concreto passaggio esperienziale, le assicurazioni logiche o religiose evaporano come neve a contatto con la lava. (altro…)

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Dharma & Autostima

Finito ieri il 6° seminario sul Mahabharata, la grande epica indiana che dovrebbe essere insegnata nelle scuole insieme all’Iliade e all’Odissea. Noi siamo stati fortunati, poiché la narrazione del secondo libro del Mahabharata da parte di Marco Ferrini, è stata introdotta ed integrata con continui riferimenti all’epica greca degli omeridi.
Aldilà degli aspetti letterari e mitologici che pure varrebbero da soli di dedicarvi anche le ferie d’agosto, oltre quelle natalizie,Marco Ferrini_Mahabharata questo seminario ha ispirato in me e mi pare anche in molti partecipanti coi quali ho scambiato opinioni, innumerevoli nuovi punti di vista sull’umanità e sulla vita.
Tra tutti ne scelgo uno che forse non è neanche il più alto, ma dal mio punto di vista è stato assai illuminante.
Siamo ai prodromi di una guerra disastrosa somigliante alla fuga di Elena con Paride che scatenerà la furia Achea. Il principe Yudistira è uomo “buono e giusto”, mai verrebbe meno ai doveri impostigli dal ruolo e dall’aderenza ad una tradizione che significativamente si fa chiamare Sanatana Dharma, dove sanatana significa eterno e dharma potremmo tentare di tradurlo con diritto naturale, etica universale, leggi naturali di questo universo, ecc. ecc.
Invitato dalle più alte autorità della Tradizione a diventare imperatore del mondo per le sue caratteristiche semidivine, Yudistira deve far celebrare un sacrificio appartenente ad un’era precedente, nel quale era prevista anche una prova ordalica. (altro…)

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Il capitalismo come religione

Narrando il Mahabharata, il maestro Marco Ferrini, tra le altre cose, ci sta prospettando anche un’idea dell’universo molto differente da come in occidente ce lo siamo immaginato per millenni. Quando, nella metà del XIX secolo, Charles Darwin propose la sua teoria evoluzionista, fu deriso e combattuto. In Europa in quello stesso momento, stava trionfando l’imperialismo coloniale e l’Inghilterra, patria di Darwin, faceva la parte del leone. capitalismo come religioneLo scetticismo rispetto alla teoria del barbuto naturalista durò poco, poiché presto venne assimilata dall’establishment l’idea centrale della teoria, secondo la quale gli organismi si adattano all’ambiente attraverso una selezione “naturale”. Non pareva il vero all’aggressivo capitalismo colonialista del tempo (non meno di oggi), avere una sponda ideologica così ben strutturata! Il predominio dell’occidente sul resto del mondo trovava nel darwinismo la legittimazione della sua “naturale” supremazia. Quella che era nata come un’idea per spiegare i processi biologici dell’evoluzione delle specie, presto si trasformò in un’ideologia che verrà applicata non solo nei confronti dei popoli colonizzati, ma anche all’interno delle società occidentali, prendendo il nome di darwinismo sociale. (altro…)

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Siamo ormai a meno di un mese dal quarto appuntamento col Mahabharata, a Volterra, tra Pisa e Siena. Son qui a chiedermi quali emozioni mi suscitò l’ultimo seminario e … ricordate la canzone di Franco Battiato? La mia impressione è che Marco Ferrini nel seminario di primavera abbia parlato proprio di questo: ci sono leggi che regolano l’universo e l’amore è la legge suprema.BattiatoAscolta la canzone di Battiato-Consoli
Ma quanti fraintesi su questa parola di cinque lettere!
L’ultima lettura del Mahabharata fatta dal Maestro, attraverso la storia del re Jajati, ci ha fatto riflettere sulla morte e sul dharma. La morte come ultima di un’infinita quantità di prove propedeutiche, innumerevoli morti che l’essere umano deve affrontare da vivo: morte di relazioni, di convinzioni, di illusioni, morti necessarie per far spazio a successive rinascite, a quell’evoluzione della coscienza che altrimenti non potrebbe darsi. Non sempre ciò che ri-nasce è migliore di quello che muore, non è una questione di migliore o peggiore, (altro…)

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Tenere in Vita l’Immortale

Se ho deciso di trascorrere le vacanze di Natale ascoltando il MahaBharata dalla voce del Maestro Marco Ferrini, vuol dire che ho pensato di trarvi più beneficio che a fare qualcos’altro, per esempio le montagne innevate mi piacciono molto…
Le mie personali aspettative sono state soddisfatte, ma che vantaggio ne trae la comunità umana nel suo insieme?
Mentre ascoltavo il Maestro ho avuto l’immagine di una poderosa biblioteca, ricolma di libri polverosi, non sempre in buone condizioni, somigliava ad una necropoli, con tante tombe una di fianco all’altra. In questi sepolcri (altro…)

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A cosa serve oggi ascoltare il Mahabharata?

Tra il libro sacro (gli shastra vedici, la Bibbia, il Corano, ecc.) e la natura, un altro racconto sotto forma di montagne, nuvole, alberi, animali, umani e le infinite relazioni tra di loro, c’è un vuoto che l’umanità deve colmare, un ponte da costruire sul mistero della coscienza che si è fatta carne e sangue.
Nell’antica tradizione indo-vedica, questo compito mi pare sia stato affidato alla narrazione del Mahabharata.
Sebbene assunto a quinto veda, shastra esso stesso, io lo vedo come il collegamento tra due narrazioni: la prima scritta da uomini ispirati dalla Divinità, l’altra raccontata in prima persona dal suo Autore. Il Mahabharata appartiene a quelle opere che sono nate per trasformare gli umani, trasportando il senso degli shastra nell’altro libro che noi chiamiamo natura, di cui facciamo ancora parte.

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