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Posts Tagged ‘marco ferrini Yoga’

Perché mai una persona mediamente intelligente ogni giorno, 365 giorni all’anno, dovrebbe ripetere 1.728 volte un mantra in un’antica lingua pressoché sconosciuta?
Cosa c’è di mistico nel rinunciare ad una frittata coi carciofi?
Perché è sconsigliata una sessualità vissuta in una matura relazione umana?
Partiamo da uno che di disciplina se ne intende: Patanjali.
Il primo sutra del Sadhana Pada (per l’appunto “Sadhana” in sanscrito equivale più o meno a “disciplina”) afferma categorico, “sutrico” diremmo, che tre sono i pilastri su cui poggia la “liberazione”. Per inciso Patanjali non parla di amore universale, parla di liberazione dai condizionamenti, non si cala nella parte del mistico, piuttosto del pedagogo, disciplina marco ferriniPatanjali descrive infatti lo yoga come di cessazione dei vortici mentali per tornare in sé, tratta di psicologia e procede con metodo sistematicamente scientifico e direi anche pragmatico.
I tre pilastri nell’ordine sono: Tapas, Swadhyaya, Ishavarapranidanani.
Il primo, Tapah, viene tradotto come ascesi, una parola che ha una storia nata con l’uomo stesso.
In occidente è contemplata nelle scuole presocratiche fino a Max Weber nel XIX secolo per legittimare una base etica del capitalismo. Ma procedendo a colpi di macete, diciamo che nessun risultato, né in questo mondo, né nell’altro, si può ottenere senza ascesi. Niente può sussistere di veramente importante nella vita di un uomo se non è stata praticata una qualche forma di ascesi.
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