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Posts Tagged ‘Mahabharata’

Ci sono un paio di domande che le persone più sensibili prima o poi devono porsi:
1. Perché uno nasce povero e un’altro ricco, uno sano e un’altro malato, cos’è la fortuna?
2. Il caso esiste o c’è un ordine che fa accadere quel che accade, compreso l’olocausto di intere popolazioni come gli ebrei europei e gli indiani d’America?
Chi abbia qualche ricordo della straordinaria complessità della fotosintesi clorofilliana, di quel fotone che fa decadere un elettrone (nome che noi diamo ad un’energia che in qualche modo dobbiamo rappresentarci) il quale innesca una complicata serie di processi alla fine dei quali da anidride carbonica, acqua e luce ne deriva glucosio e ossigeno: ogni giorno sul nostro pianeta la vita come noi la conosciamo prende il via da un’inconcepibile quantità di energia che, grazie al sole, si mette in moto. blog marco ferrini matsyavatara das
C’è qualcosa nell’universo che non abbia origine da una causa?
Dopo migliaia di anni d’indagine, oggi noi possiamo spiegare una parte infinitamente piccola della complessità che ci circonda e più scopriamo del mondo naturale, più aumenta la complessità da fronteggiare, ma sempre intravediamo una sequenza causa-effetto.
L’ultimo mito della contemporaneità è stato il codice genetico che negli anni novanta sembrava poter spiegare ogni cosa su questo pianeta e anche oltre. Non era come si pensava, come sempre la scienza, ma direi più in generale l’umanità, ha sempre cercato di spiegarsi il mondo nella relazione causa-effetto.
Eppure ci sono cose che non riusciamo a far rientrare in questo schema, come le domande iniziali.
La logica però mi dice che se tutto è regolato dal principio di causa-effetto, perché mai la nascita di un essere vivente, uomo o animale che sia, dovrebbe essere affidata a … a cosa? Al capriccio di una certa quantità di cromosomi? Al caso? Alla fortuna/sfortuna? O al volere di una Divinità? (altro…)

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Il Mahabharata Aiuta Qui e Ora

Si è appena concluso a Volterra (splendida città che meriterebbe di essere visitata anche solo per ammirare il capolavoro del Rosso Fiorentino, una deposizione assolutamente rivoluzionaria) il quarto seminario di Marco Ferrini (Matsyavatara) sul Mahabharata.
Io capisco coloro che manifestano un certo stupore nell’apprendere che qualcuno possa trascorrere la settimana di ferragosto ad ascoltare la più celebre narrazione della classicità indiana, anziché stendersi su una bella spiaggia mediterranea.
Ma c’è un’utilità che nessuna spiaggia di questo pianeta può procurare e che invece potrete trovare in questi incontri: un aiuto concreto per la vita di tutti i giorni, quando le ferie finiscono e ricomincia la routine.SKART_ROSSO-FIORENTIVO_ROMA-960x500
Se siete fortunati, o lavorate o percepite una rendita, può andarvi peggio ed essere senza arte né parte. In tutti i casi, ogni giorno, ce la dobbiamo vedere con una quotidianità che non sempre si presenta come un’esaltante cavalcata nelle verdi praterie del Grande Spirito. Ad ogni passo una relazione compromessa o una circostanza imprevista ci risucchia nel vortice di un qui e ora che c’impegna e c’affatica.
Nel 1964 uscì L’uomo a una dimensione di Herbert Marcuse, un classico degli anni sessanta, nel quale l’autore sottolineava come la libertà dell’uomo contemporaneo fosse ridotta alla libertà di scegliere tra molti prodotti da consumare, delineando il profilo di una società meno brutale dei totalitarismi della prima metà del secolo, ma altrettanto unilaterale e totalizzante. A questa brillante analisi, come spesso succede tra i contemporanei, non ha poi corrisposto un’altrettanto valida via d’uscita. (altro…)

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Tenere in Vita l’Immortale

Se ho deciso di trascorrere le vacanze di Natale ascoltando il MahaBharata dalla voce del Maestro Marco Ferrini, vuol dire che ho pensato di trarvi più beneficio che a fare qualcos’altro, per esempio le montagne innevate mi piacciono molto…
Le mie personali aspettative sono state soddisfatte, ma che vantaggio ne trae la comunità umana nel suo insieme?
Mentre ascoltavo il Maestro ho avuto l’immagine di una poderosa biblioteca, ricolma di libri polverosi, non sempre in buone condizioni, somigliava ad una necropoli, con tante tombe una di fianco all’altra. In questi sepolcri (altro…)

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A cosa serve oggi ascoltare il Mahabharata?

Tra il libro sacro (gli shastra vedici, la Bibbia, il Corano, ecc.) e la natura, un altro racconto sotto forma di montagne, nuvole, alberi, animali, umani e le infinite relazioni tra di loro, c’è un vuoto che l’umanità deve colmare, un ponte da costruire sul mistero della coscienza che si è fatta carne e sangue.
Nell’antica tradizione indo-vedica, questo compito mi pare sia stato affidato alla narrazione del Mahabharata.
Sebbene assunto a quinto veda, shastra esso stesso, io lo vedo come il collegamento tra due narrazioni: la prima scritta da uomini ispirati dalla Divinità, l’altra raccontata in prima persona dal suo Autore. Il Mahabharata appartiene a quelle opere che sono nate per trasformare gli umani, trasportando il senso degli shastra nell’altro libro che noi chiamiamo natura, di cui facciamo ancora parte.

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Libertà e dovere.

Terza lezione di Marco Ferrini seminario Villa Vrindavana 01 agosto (pomeriggio) 2010

Molte domande/risposte interessanti che si intrecciano con questa breve terza lezione a proposito della reale motivazione che scoraggia Arjuna da compiere il proprio dovere.

Il fatto che Arjuna si preoccupi soprattutto del varna sankara, della confusione dei “colori”, delle caste, provocato dalla scomparsa dell’elemento maschile a causa della devastante guerra che si prepara, ha provocato domande che hanno a che vedere sia con la presunta rigidità del sistema sociale che con quello del maschilismo nelle società tradizionali.

E’ difficile accettare in una società secolarizzata come la nostra l’idea che la nascita non sia un elemento casuale determinato dal combinarsi di un dna maschile con uno femminile, bensì l’esatta conseguenza di un processo evolutivo alla cui base sta la volontà di agire in un senso piuttosto che in un altro. Alla luce del Karma le interpretazioni biologiche cedono il passo ad un ordine universale che tutto comprende e tutto spiega, nel quale troviamo la pura natura e la pura volontà come irresistibili forze al servizio di un’entità che appartiene ad una dimensione tanto reale quanto, paradossalmente, irraggiungibile dalla ragione.

Viene spiegato che la preoccupazione di mantenere una società ordinata secondo una gerarchia socio-spirituale deve essere la principale preoccupazione dei leader, (altro…)

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Seconda lezione del seminario agosto 2010

I due terzi di questa lezione sono stati dedicati alla descrizione degli antefatti che portano al dialogo tra Krishna ed Arjuna sul campo di battaglia di Kurukshetra. E’ interessante che la premessa sia stata una precisazione sul metodo di “narrare” l’epica mahabharatiana. In questa narrazione Marco Ferrini si è calato nel ruolo di successore di una linea di maestri che si riconoscono all’interno di una sampradaya (scuola di pensiero) e parlando come Matsya Avatara, discepolo iniziato da S.Prabhupada, ci dice che all’interno della tradizione, di qualsiasi tradizione, sarebbe bizzarro fino all’eterodossia “scoprire” qualcosa di nuovo nelle scritture; a differenza della scienza, dove si dà valore alla scoperta, nella tradizione l’innovazione vale si ma nel linguaggio che consente di trasmettere lo stesso messaggio in contesti e tempi diversi. Non è una questione di rigidità, è che la tradizione conserva il precipitato della conoscenza accumulata durante innumerevoli generazioni, il suo compito consiste nel tramandare una verità rivelata, non umana (apaurusheya), che non è soggetta alle dimensioni di tempo e spazio, anche se deve farlo in luoghi e tempi ben determinati. Data questa premessa è stato molto coinvolgente ascoltare per più di un’ora e mezzo le vicende dinastiche dei vari imperatori e semidei che si sono succeduti fino ai cinque fratelli Pandava.

A proposito dei personaggi passati in rassegna da Marco Ferrini nel breve accenno alle complesse vicende del Mahabharata, viene da riflettere sulla natura duale dei principali interpreti di questo grandioso affresco della classicità indiana: (altro…)

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