Feeds:
Articoli
Commenti

marco ferrini graziano rinaldi mundakya upanishad

Ponsacco, Pisa, novembre 2019, Mundakya Upanishad: una sillaba, pochissimi versi, quasi tutti “impensabili”, come incomprensibile e indefinibile è l’ultimo stato di coscienza di cui ci parla, là dove è la coscienza stessa il suo strumento di conoscenza.
Cosa ha spinto a parlare e addirittura ad organizzare un seminario di tre giorni su ciò che non può essere detto?
Forse la consapevolezza che il vocabolario umano, per quanto evoluto, non può esaurire la grandiosità cosmica e nessun linguaggio potrà narrare l’interezza dell’esperienza umana. Se è certo che la parola non ce la fa ad abbracciare l’infinito, è anche evidente che ciò che non ha limiti non ha bisogno di parole per farsi sentire, e si manifesta altrimenti.
Così la coscienza si specchia in se stessa, inesplicabilmente, con potenza proporzionale alla volontà che si fa fede, di uscire dalle porte blindate dell’ego.
Come un magma sotterraneo che prima di cristallizzarsi si perde nelle più minute crepature della terra, così l’indefinibile s’intrude in ogni fessura dell’io, e quando i canali della coscienza sono liberi dalle identificazioni, dagli attaccamenti e dall’invidia, l’invisibile si manifesta, rivelando tutte le sue potenze in una beatitudine che incredibilmente era già racchiusa da qualche parte dentro di noi, in un luogo/non luogo dal quale solo noi possiamo richiamare.
La Mandukya Upanishad ci spiega che sebbene ossimoro ciò è possibile, e il Maestro Marco Ferrini ha spiegato l’inspiegabile parlando di come predisporsi per questo viaggio nel luogo più sconosciuto dell’universo: noi stessi.
Graziano Rinaldi

Nuovo Inizio

marco ferrini

Da cinque anni, ogni mercoledì, da metà ottobre a metà giugno (Dio salvi l’estate elbana!), dalle 18.00 alle 22.00, la mia casa a Portoferraio si apre a chi desidera conoscere la cultura, la filosofia, la letteratura e la spiritualità dell’India classica.
Lo faccio per il semplice desiderio di condividere una conoscenza che può aiutare le persone a vivere una vita più consapevole e serena.
Non chiedo soldi né di aderire a qualche religione o gruppo laico.
Nessun impegno se non la sincera e libera volontà di evolvere:
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
Non intendo fare proselitismo, faccio quello che posso per gratitudine, regalando a chi lo desidera ciò che mi è stato donato da un maestro spirituale che seguo da quindici anni.
Nel tempo ho realizzato che la conoscenza cui mi sono avvicinato, e della quale ho una una minima cognizione, lungi dall’essere confessionale, può dare gli strumenti per diventare la migliore versione di se stessi, sia che si professi un qualche credo religioso, sia che ci si senta atei.
Si tratta della versione originale di quello che in occidente viene frainteso per yoga, che non sono soltanto posture e tecniche di respirazione, che io non insegno, bensì di un canone filosofico-spirituale per ricollegarsi alla nostra natura più profonda e originale.
All’inizio abbiamo studiato i primi due libri degli yoga sutra di Patanjali e da tre anni stiamo affrontando il pilastro fondante e riassuntivo di questa antica e grandiosa filosofia: la Bhagavadgita.
Siamo arrivati agli ultimi tre dei diciotto capitoli, stiamo per affrontare gli insegnamenti finali, nei quali sta la chiave di volta per recuperare la nostra più alta umanità e, in definitiva, la felicità.
Ho pensato fosse giusto allargare la possibilità di partecipazione attraverso questo messaggio che posterò sul mio profilo Facebook.
Mercoledì 23 ottobre ore 18.00 partiremo col sesto anno d’incontri.
Come sempre inizieremo (quando è possibile) con mezz’ora di mantra cantati e accompagnati da alcuni bravi musicisti che partecipano agli incontri, seguono circa 50 minuti di commento del testo e mezz’ora di discussione, dopodiché chi vuole può trattenersi a cena, se possibile ognuno porta qualcosa, sempre vegetariano e niente alcool.
Questo mercoledì ci concentreremo su una breve sintesi dei quindici capitoli della Bhagavadgita fin qui esposti.
Per contatti usare Facebook.
Un caro saluto
Graziano Rinaldi

marco ferrini blog

          Prashna in sanscrito significa “domanda”, Prashna upanishad è uno dei testi più antichi dell’umanità pervenutoci dai tempi mitici della tradizione orale, un breve scritto dove vengono poste sei domande sul prana, altra parola poco e mal frequentata dalla contemporaneità.
La traduzione più appropriata di prana è “energia vitale”, qualcosa che sta a metà strada tra lo spirito e la materia.

Continua a leggere »

se muoiono i delfini di graziano rinaldi

di Graziano Rinaldi

Anche i sassi hanno capito che il tempo per invertire drasticamente la rotta di questo insostenibile modo di produrre e di consumare sta drammaticamente scadendo.
Allora perché la gran parte dei popoli del mondo segue quei leader che demagogicamente agitano ancora lo stendardo della crescita infinita in un mondo finito?
Perché la consapevolezza dell’epilogo è appannaggio di una minoranza?
Forse sbaglio, ma ho pensato che ci deve essere qualcosa di più profondo della propaganda politica, delle élite dominanti e delle “ferree” leggi dell’economia (una gran cavolata che ci sorbiamo da 250 anni come poppanti inconsapevoli!), o di qualche altro diabolico congegno sociale e psicologico che ci trascinerà nell’abisso con la stessa inconsapevolezza con la quale durante il naufragio del Titanic, l’orchestrina continuò a suonare mentre la prua del transatlantico era già diretta verso il fondo.
Ci deve essere una radice che affonda in un terreno malato

Continua a leggere »

Chi è Tat?

woman in brown scoop neck t shirt

Photo by Arvind shakya on Pexels.com

La parola inglese that ha una certa assonanza col vocabolo sanscrito tat.
Sarà una coincidenza ma a distanza di millenni e di migliaia di chilometri, that e tat significano entrambi “quello”.
Gli antichi maestri vedici, per quanto illuminati e poeti raffinatissimi, non sono riusciti a dire più di Tat per indicare “quello”.
“Quello” è talmente pieno di senso che non è possibile definirlo, è letteralmente incontenibile, nel senso di debordante.
Tat appartiene ad una categoria altra, nel sacro è il sancta sanctorum, il giardino nascosto dal quale emanano gli universi visibili e quelli invisibili.
Noi contemporanei, avendo sviluppato come mai prima d’ora, una straordinaria capacità di analisi, lo chiameremmo Sé, Dio, l’Uno, ma è anche il tutto… e scopriamo che la mente non può seguire il ragionamento.

Continua a leggere »

Non fate leggere la Isha Upanishad agli intellettuali!
Se proprio non resistete, avvisateli che potrebbero sviluppare gravi reazioni allergiche.
Infatti nel bel mezzo di questa antichissima e breve upanishad, la conoscenza comunemente intesa come acculturazione, sia umanistica che tecnica, è inquadrata come regina tra le illusioni.

profezie libro method_of_interpreting 567 contr liv ok bible_prophecyfoto profezia isha
Nel mantra nove viene detto che se l’ignoranza grossolana può far sprofondare la persona in tenebre oscure, ancora più oscuri sono gli abissi in cui si ficcano gli “adoratori” della conoscenza.
Ma come?
I genitori, gli insegnanti e tutte quelle persone dabbene che ci hanno amorevolmente traghettato dalla giovinezza all’età adulta, non ci hanno sempre detto che la conoscenza, la cultura ci avrebbe reso liberi?
Sono sicuro che quelle persone erano tutte in buona fede, ma non avevano approfondito la questione come invece ci induce a fare la Isha Upanishad.
E’ straordinario che una scrittura di migliaia di anni fa, quando ancora Roma era soltanto il guado di un fiume selvaggio, circondato da pascoli e boschi, avesse in nuce una verità che nei nostri tempi si rivela così palesemente in tutta la sua virulenza. Continua a leggere »

Nel terzo capitolo della Bhagavadgita, Krishna spiega ad Arjuna che dalla cooperazione tra esseri celesti e umani nasce la prosperità per tutti, il sacrificio da parte degli umani dei doni provenienti dagli esseri celesti, mantiene positivamente attivo questo scambio.
Ho ascoltato autorevoli studiosi della civiltà greca affermare che i greci antichi, per la gran parte non credevano ai loro dèi olimpici nella forma che ci è stata tramandata dalla letteratura, ma essendo un popolo di persone intelligenti e colte, oltre che terribilmente maschilisti e spietatamente imperialisti, riconoscevano nella narrazione mitologica delle caratteristiche impersonate dalle divinità, insegnamenti utili per la loro elevazione morale e spirituale. Continua a leggere »

 

“Sono un pubblicitario: ebbene si, inquino l’universo.

Io sono quello che vi vende tutta quella merda.

Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai…

Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova.

C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente.

Farvi sbavare è la mia missione.

Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.”

Frédéric Beigbeder

Americano di origine tedesca, è stato uno dei pubblicitari più pagati del novecento, nel 2000 pubblica per Feltrinelli Lire 26.900, un romanzo su un suo alter ego e dal quale proviene questa citazione.marco ferrini

 

«La moltitudine di quelli che avevano creduto aveva un solo cuore e una sola anima, e nemmeno uno diceva che fosse sua alcuna delle cose che possedeva.

Ma avevano ogni cosa in comune…

Infatti non c’era fra loro uno solo nel bisogno, poiché tutti quelli che erano proprietari di campi o case li vendevano e portavano il valore delle cose vendute e lo depositavano ai piedi degli apostoli.

Quindi, si faceva la distribuzione a ciascuno, secondo che ne aveva bisogno».

Capitolo IV, 32-35 degli Atti degli Apostoli Continua a leggere »

“Quando il Signore tuo Dio, ti avrà introdotto nella terra in cui stai per entrare per prenderne possesso e avrai scacciato davanti a te … sette nazioni più grandi e più potenti di te, quando il Signore tuo Dio, le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio.
Con esse non stringerai nessuna alleanza e nei loro confronti non avrai pietà. “
La parola tradotta come “sterminio” in lingua originale potrebbe essere tradotta anche come “soluzione finale”.ISLAM e marco ferrini
La citazione non proviene dal Corano, ma dalla Bibbia (Deuteronomio 7, 1 e 2), il testo su cui si fonda la tradizione giudaico cristiana nella quale viviamo da un paio di millenni.
La Bibbia è un libro violento o è la parola di Dio?
La Bibbia, come altri libri sacri, non è la parola di Dio.
La Bibbia per milioni di persone nel mondo contiene la parola di Dio, ma sono gli uomini, e le gerarchie ecclesiastiche in particolare, a proiettare la loro volontà di potenza usando lo strumento che conoscono bene (almeno letteralmente), ovvero le Scritture.
Come interpretare altrimenti l’assurda richiesta rivolta ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio Isacco?
E quando nel libro di Giosuè, una volta presa Gerico, sottolineo, non durante la battaglia, ma dopo che gli israeliti si furono impadroniti della città “Votarono allo sterminio  (sic) tutto quanto c’era in città: uomini e donne, giovani e vecchi, buoi, pecore e asini, tutto passarono a fil di spada”
Libro di Giosuè 6, 21
E Krishna che spende 700 splendide strofe per indurre Arjuna a combattere contro i cugini?
Un Dio guerrafondaio?
I libri sacri vanno “maneggiati” con cura, senza l’interpretazione di un maestro illuminato e compassionevole, se sono usati da ignoranti o peggio ancora da persone infatuate non dal Divino, ma dalle “voglie del mondo”, se non è la compassione e l’amore per la vita a guidare il cuore e la mente di chi ha responsabilità religiose, ma il desiderio di potere, si trasformano in armi micidiali.
Altro che sacro!
Mondano della peggiore specie, lo stesso che si respira nelle dittature, questo e non sacro!
Ovvero l’esatto contrario di quel che rappresenta lo spirito.
Poiché il corpo lo possiamo vivere anche come una condizione data sulla quale abbiamo poca discrezionalità.
Così anche la nostra psiche ci è stato dimostrato che è per gran parte condizionata da istanze inconsce.
Se c’è un aspetto nel quale invece possiamo esprimere tutta la libertà dell’essere è proprio quello spirituale, ed è proprio su questa libertà che intendono esercitare un potere totalizzante le religioni-dittatura.
Manteniamo la mente libera dai condizionamenti dei pappagalli televisivi e dai soloni che ci dicono come stanno le cose: non c’è mai stata nessuna guerra santa, né ora né ai tempi delle crociate; come dice il mio Maestro, non si tratta di guerre sante, ma di guerre d’ignoranza, e di malaffare, aggiungo io.
Alleniamoci alla libertà che è il vero ambito della spiritualità autentica.
Le mostruosità a cui siamo costretti ad assistere, sono da sempre un dato della storia umana dal quale non possiamo prescindere, appartengono a un tipo di umanità che vuole imporre la propria identità attraverso la contrapposizione/sopraffazione.
Incominciamo ad allenarci nella nostra personale palestra: nelle relazioni quotidiane.
Piuttosto che relazionarci erigendo il nostro ego come una fortezza di bronzo, cerchiamo l’armonia che scorre naturalmente intorno a noi.
E’ tutta una questione di predisposizione, e non dico che qualche volta (… spesso) non si prenda qualche ciabattata in faccia, anche di peggio, ma l’appagamento dell’agire bene è superiore alle ferite dell’ego.
Fidarsi: già verificato da alcuni famosi testimonial di 2.000 e 2.500 anni fa, come da molti altri meno noti.
L’umanità ha da cambiare… o da perire, questo è ormai chiaro a santi e briganti, solo qualche illuso non è ancora convinto.
Ci vorranno altrettanti millenni quanti ne ha impiegati dai babilonesi agli amerikani?
Il pianeta non lo sopporterebbe.
E’ certo.
Ma neanche lo tollererebbe quel Dio ignobilmente invocato dagli antichi e moderni ipocriti disprezzatori della vita che sotto le spoglie di preti e di fanatici, hanno strumentalizzato il sapere sacro per scrivere col sangue la storia dell’umanità.

Graziano Rinaldi

p.s. La Bibbia dice che le mura di Gerico  furono distrutte dal canto degli assedianti, gli archeologi ci dicono invece che Gerico non fu mai conquistata né distrutta dagli israeliti; anche della battaglia in cui partecipò Krishna in persona non ci sono prove archeologiche certe.
I testi sacri ci parlano col linguaggio del mito, solo falsi maestri, in realtà ottenebrati, possono pensare di far prevalere la lettera sullo spirito del testo. Questa è la mia personale opinione che si rifà ad un Maestro dei Maestri vissuto 2.000 anni fa e ad altri illuminati che ogni tanto vengono a farci visita… non inutilmente.

Chi veramente ama la vita, ne rispetta ogni sua manifestazione.
Nutrirsi di cibo col più basso impatto di violenza possibile è una scelta etica che solo gli esseri umani possono fare e per questo, a mio avviso, li qualifica sopra alla brutalità del naturalismo e del riduzionismo della scienza e della tecnica contemporanea.
Ma c’è un’altra questione che non troverete nei post sui social.
marco ferrini dharma
Ha a che vedere con la violenza degli esseri umani sull’ambiente e sulla vita in generale.
Avrete sentito parlare dalle menti più illuminate tra gli umani (perché gli altri sono ancora a dividersi su immigrati versus rifugiati e le sue conseguenze), del fatto che all’occidente sta tornando indietro una parte delle atrocità che sono state commesse e tuttora sono in atto in paesi lontani da noi.
Ma voi pensate che il dolore di una madre che non vede tornare a casa il figlio, la sofferenza di un uomo che assiste impotente allo spettacolo indecente dei corpi dilaniati dei propri cari, possa essere circoscritto dalla distanza geografica?
Pensate che l’orribile che accade riguardi quei luoghi dai nomi impronunciabili abitati da cenciose popolazioni post coloniali?
Il vostro timore riguarda qualche “estremista psicopatico” acquattato e già pronto a colpirci all’interno della fortezza?
Per una volta provate a considerare la cosa da un’altra prospettiva.
Immaginate ogni azione, qualsiasi azione, violenza, amore, solidarietà, esclusione, ecc. come delle onde, perché tali sono, onde psichiche, che non è che non esistano solo perché noi non le vediamo: che forse qualcuno riesce a vedere le onde magnetiche?
Queste onde non conoscono i confini degli stati, non si fermano davanti al fuoco delle armi né le bloccano i portoni blindati, esse penetrano anche nei bunker ultima generazione, perché non sono fatte di molecole.
Voi ne avete già fatto esperienza quando avete sentito un senso di benessere stando fisicamente accanto a qualcuno che vi ispira e disagio a frequentare persone ipocrite e forse lo avete studiato in Patanjali.
Se mai ci riuscite, provate ad immaginare la sofferenza che sta pulsando nel mondo, l’odio, il dolore fisico, la distruzione di ogni speranza di vita dignitosa per milioni e milioni di persone, di coscienze che soffrono.
E poi chiedetevi perché avete scelto di non mangiare altri animali.
La salute certo.
Ma la salute è materiale di risulta, il vero beneficio consiste nel limitare l’onda dell’ombra che avanza, contrastare l’oscurantismo che provoca sofferenza agli umani e agli altri esseri coi quali condividiamo questo minuscolo pianeta ai margini della galassia.
Il vero vantaggio sta nel collocarsi dalla parte luminosa del rispetto e dell’amore che si sviluppa attraverso la compassione e la responsabilità.
Qui sta il vero benessere fisico, psichico e spirituale, nel dimorare coscientemente nell’Uno di cui facciamo tutti inevitabilmente parte.
E la religione, il credo politico, le conoscenze scientifiche, lo status sociale, o sono in questa lunghezza d’onda o vanno abbandonate.
Graziano Rinaldi