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Archive for marzo 2020

Buon Dantedì ai tempi del coronavirus!

Dante_Domenico_di_Michelino_Duomo_Florence

          Cosa può esserci ancora da dire sul poeta più studiato degli ultimi settecento anni? Se oso alzare le dita sulla tastiera del mio pc, non dipende dalle mie capacità, bensì dalla grandezza dell’opera e della persona che ancora oggi può risvegliare le menti e i cuori assopiti di noi contemporanei.
La Commedia fu scritta di proposito in volgare per essere letta da chiunque. Se avesse voluto rivolgersi a eruditi, l’avrebbe scritta in latino, come fece in altre occasioni.
La bellezza delle terzine, la capacità di sintetizzare in poche parole intuizioni luminose e altissimi voli dell’intelletto, rischiano di disorientare.
L’estetica è talmente alta da far passare in secondo piano l’etica e la metafisica, che invece racchiudono il messaggio più profondo dell’opera. (altro…)

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La mia esperienza con Dante.

palude-stigia-dante-alighieri-468x381         Chi abbia più di sedici anni sa che nella vita, oltre alle quotidiane scelte su cosa fare e come comportarsi, vi sono dei bivi cruciali. Dalle persone più anziane che frequentavo, più di una volta avevo sentito dire che tra i quaranta e cinquant’anni, inevitabilmente si sarebbe presentato “il conto da pagare”.
Per mia formazione, proprio non concepivo “l’inevitabile”.
Invece è stato proprio così, per fortuna mia e di chi mi sta vicino.
Quando sulla mia testa si addensarono pesanti nubi, tutto faceva pensare alla tempesta perfetta.
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La splendida sofferenza dell’ostrica.

Il prossimo 25 marzo, giorno in cui il Dante pose l’inizio del suo viaggio ultramondano, inizieranno i festeggiamenti del settimo centenario della morte del poeta.
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, moriva infatti Dante Alighieri.
In quel tempo il Poeta lavorava presso Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna, stessa famiglia di della stessa Francesca che Dante immortalerà nel secondo girone dell’inferno.
Da ventuno anni, ovvero da quando fu esiliato da Firenze e condannato a morte, l’autore del “poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra…” (Par. XXV, 2) visse da esule sotto la protezione di qualche mecenate. (altro…)

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