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Archive for marzo 2011

Seconda lezione del seminario agosto 2010

I due terzi di questa lezione sono stati dedicati alla descrizione degli antefatti che portano al dialogo tra Krishna ed Arjuna sul campo di battaglia di Kurukshetra. E’ interessante che la premessa sia stata una precisazione sul metodo di “narrare” l’epica mahabharatiana. In questa narrazione Marco Ferrini si è calato nel ruolo di successore di una linea di maestri che si riconoscono all’interno di una sampradaya (scuola di pensiero) e parlando come Matsya Avatara, discepolo iniziato da S.Prabhupada, ci dice che all’interno della tradizione, di qualsiasi tradizione, sarebbe bizzarro fino all’eterodossia “scoprire” qualcosa di nuovo nelle scritture; a differenza della scienza, dove si dà valore alla scoperta, nella tradizione l’innovazione vale si ma nel linguaggio che consente di trasmettere lo stesso messaggio in contesti e tempi diversi. Non è una questione di rigidità, è che la tradizione conserva il precipitato della conoscenza accumulata durante innumerevoli generazioni, il suo compito consiste nel tramandare una verità rivelata, non umana (apaurusheya), che non è soggetta alle dimensioni di tempo e spazio, anche se deve farlo in luoghi e tempi ben determinati. Data questa premessa è stato molto coinvolgente ascoltare per più di un’ora e mezzo le vicende dinastiche dei vari imperatori e semidei che si sono succeduti fino ai cinque fratelli Pandava.

A proposito dei personaggi passati in rassegna da Marco Ferrini nel breve accenno alle complesse vicende del Mahabharata, viene da riflettere sulla natura duale dei principali interpreti di questo grandioso affresco della classicità indiana: (altro…)

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Prima Lezione del secondo seminario di Marco Ferrini sulla Bhagavad Gita Cap. I-IV. Luglio 2010

In questa breve presentazione al secondo seminario sulla Bhagavad Gita, Marco Ferrini focalizza l’attenzione sui possibili livelli di lettura dell’opera, inserendola nel contesto letterario, storico e simbolico al quale appartiene. Si tratta di 700 strofe (shloka) all’interno del sesto libro del Mahabharata, il quale tratta del dharma, incarnato in prima persona dall’imperatore Yudishtira, figlio “naturale” di una donna e del dharma stesso. E’ la saga più grandiosa dell’umanità che sia mai stata scritta dove il bene e il male si scontrano in una battaglia alla quale partecipa l’universo intero e Dio stesso nella figura di Krishna, cugino di Arjuna, l’eroe mahabharatiano protagonista di primo piano. In questo scontro che provoca onde oltre l’umano ed il percettibile, trovano una mirabile sintesi le gioie e i dolori con tutti i dualismi che affliggono l’umanità e un teismo non dogmatico, amichevole, il quale mai occupa né restringe, ma anzi esalta, il libero arbitrio. E’ il tentativo di dare una spiegazione a ciò che di grandioso e di terribile c’è nell’universo a partire dal microcosmo interiore attraverso la legge che penetra e sostiene ogni particella del creato. Ma per questo c’è bisogno di una predisposizione alla lettura che non è quella abitualmente sperimentata in occidente; oltre il livello storico-letterario, pure bellissimo, (altro…)

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08. Infine la vera libertà.

(Ottava ed ultima lezione introduttiva alla Bhagavad Gita di Marco Ferrini ) 

Poteva essere l’introduzione del seminario, ma sarebbe stato difficile entrare nel sentimento che guida queste parole. Nei testi della tradizione c’è la tendenza ad esporre all’inizio l’obiettivo del trattato per poi svilupparlo nei pada successivi, emblematici a questo proposito gli Yoga sutra di Patanjali.  Il Maestro ha qui scelto una via di mezzo, ha prima definito la cornice concettuale e socio storica della Bg ed infine ha dato conto della sua utilità dal punto di vista della realizzazione spirituale.  Possiamo vederla anche come una dichiarazione di onestà intellettuale, un avviso ai naviganti in “piccioletta barca” che gli strumenti offerti dalla BG, i quali saranno esaminati dal prossimo seminario in avanti, possono essere utili per riarmonizzare la propria esistenza, per sopportare meglio le avversità della vita, per migliorare le relazione e persino per diventare delle persone meravigliosamente buone e belle. Ma per questo forse potevamo anche non scomodare una tradizione di così alto lignaggio, (altro…)

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Riprendo la pubblicazione degli appunti dal primo seminario sulla Bhagavadgita tenuto da Matsyavatara nell’aprile 2010 con la settima lezione sulla centralità ed evoluzione del concetto di “sacrificio” dai Vada alla Bhagavadgita.
In questa settima lezione Marco Ferrini affronta un argomento spinoso. Fino a qui ci è stato detto che la peculiarità della situazione umana rispetto agli altri esseri, è quel libero arbitrio che permette all’uomo la scelta tra una scala di note dall’asura al deva. Ora invece ci viene spiegato che in realtà l’uomo non è poi così libero, poiché, in quanto incarnato, subisce i più disparati condizionamenti e le sue scelte, solo apparentemente libere, sono da questi ispirate. Vi sono forze della natura, i guna e forze socio-storiche nella società che (altro…)

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