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Archive for novembre 2010

La quarta lezione è dedicata alla descrizione dei quattro varna, letteralmente “colori”, ovvero le grandi categorie sociali in cui sono divisi gli uomini secondo una partizione che deriverebbe da Dio stesso.
Bisogna premettere che gli ordini sociali nella Bhavagad Gita sono non casualmente legati alle quattro fasi della vita individuale ed il tutto è posto sotto l’ègida del dharma, l’ordine che tutto presiede, infatti si parla generalmente del “sistema” del varna-ashram-dharma come di una particolare organizzazione della vita privata e sociale finalizzata al dharma, alla realizzazione dell’ordine universale.
Rispetto all’occidente classico e medioevale, il pensiero classico indiano possiede però un formidabile concetto che legittima in modo radicale l’appartenenza degli individui ai rispettivi “colori”, il karma. La ragione per la quale un individuo nasce in una certa famiglia e con certe caratteristiche psico-fisiche non deriva qui dall’incomprensibile, quanto apparentemente arbitraria volontà divina, ma dall’insondabile legge del karma, della quale gli uomini possono capire il principio ma non i particolari. (altro…)

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Marco Ferrini affronta in questa terza lezione il tema dei guna, le tre forze/tendenze della Natura che, presenti in ogni creatura, irretiscono anche l’essere umano e, se non conosciute e regolate, possono condurre l’uomo ad un’esistenza completamente inconsapevole e condizionata.
Vi sono alcune affermazioni che devono far riflettere, poiché talvolta appaiono antitetiche all’idea di libertà come tradizionalmente viene percepita nei nostri tempi. E forse lo sono davvero.
Le tendenze coatte presenti nella materia (sorda a rispondere, dice Dante) sono imprescindibili sia per gli esseri viventi che per la materia inanimata (a questo proposito rinvio a Paradiso I, 113-117), in questa gerarchia l’essere umano possiede però una marcia in più, egli in molte tradizioni è simile a Dio proprio per la capacità che ha di discernere la luce dalle tenebre, la scintilla divina di cui spesso si parla è quel libero arbitrio che permette all’uomo di scegliere a quale tendenza abbandonarsi.
La libertà però comporta responsabilità e ciò determina, solo per l’uomo, l’evoluzione o il degrado, cose che gli altri esseri non conoscono in quanto si adeguano automaticamente all’istinto, o alla reazione nel caso della materia inanimata. (altro…)

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