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Posts Tagged ‘Prabhupada’

Shrila Prabhpada è stato in occidente il messaggero di una tradizione religiosa tra le più antiche dell’umanità, nonché fondatore di uno dei movimenti spirituali più autorevoli del XX secolo, egli aveva una precisa idea di società ed era portatore di una critica ai fondamenti della contemporaneità.
Pier Paolo Pasolini, travagliato poeta e testimone di un recente mutamento antropologico italiano, ha dato voce ad una critica radicale al cosiddetto “boom economico” del dopoguerra.

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Marco Ferrini ha tradotto i quattro principi regolatori di Prabhupada con “I quattro principi della libertà” e più volte ne ha spiegato i motivi; ricordo che essi sono: 1. non mangiare carne; 2. non fare sesso illecito; 3. non fare uso d’intossicanti e 4. non giocare d’azzardo.

Non mangiare carne l’ho sempre trovato naturale per chi pone alle fondamenta della propria vita ahimsa (non nuocere); non fare sesso illecito inizialmente l’avevo inteso nel senso di astenersi da rapporti fuori da una relazione in qualche modo istituzionalizzata: ho impiegato qualche tempo a capire che la giusta interpretazione era che la sessualità fosse collegata con la riproduzione. Non c’è bisogno di essere dei freudiani di ferro per capire che la sessualità è la modalità più diretta di scaricare la libido, la quale potrebbe essere declinata diversamente. L’argomento è da approfondire ed in seguito mi piacerebbe discuterlo nel blog, personalmente penso debba essere trovato il giusto equilibrio tra non repressione e gestione creativa della sessualità, in questo il maestro può aiutare. Quando ho esposto ironicamente a Matsyavatara das (das sta per servitore) la mia opinione dicendogli che se i principi regolatori (della libertà) fossero tre invece di quattro avrebbe avuto migliaia di discepoli, pensavo di aver fatto una battuta decente, ma lui prontamente mi rispose: “e che tipo di discepoli sarebbero?”. Mi fece riflettere.

Non fare uso d’intossicanti lo trovavo del tutto naturale e me lo spiego tuttora col fatto che Prabhupada si era trovato a predicare ai giovani americani della fine degli anni sessanta, era uno Yama (astensione negli Yoga Sutra di Patanjali) ovvio e necessario che non aveva bisogno di tante spiegazioni.

Invece il fatto di proibire il gioco d’azzardo mi è sempre parso qualcosa di ridondante e per questo mi sforzavo d’interpretarlo metaforicamente, per esempio nel non mettere “in gioco” cose importanti come la vita con sport estremi e spericolatezza in genere, nell’economia con l’astenersi dalle speculazioni finanziarie, ecc. (altro…)

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