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Posts Tagged ‘matsya avatara’

L’ imponente palazzo cinquecentesco che ci ospita è nato come chiesa e poi trasformato in ospedale, infine, durante la presenza francese all’isola d’Elba, tra il settecento e l’ottocento, diventò caserma. Oggi è la sede di un centro di documentazione storico dell’Elba e al primo piano, nella sala più vasta, c’è l’auditorium che funziona anche come cinema per la città di Portoferraio.

La professoressa di filosofia che ha organizzato l’incontro tra Marco Ferrini (Matsya Avatara das) e gli studenti del locale liceo classico e scientifico, parte con un’introduzione tanto spontanea quanto efficace, introducendovi anche elementi biografici attinenti alla sua trasformazione interiore dopo la conoscenza di Matsyavatara Prabhu. Dalla grande scalinata estera in calcare rosa e grigio continuano ad affluire a frotte studenti, che prima di entrare nel bel cortile del palazzo sostano qualche istante nella luminosa piazza d’armi di fronte alla vecchia caserma, proiettata nella sua splendida semplicità sullo specchio di mare dell’antico porto cinquecentesco, cuore della Portoferraio fondata nel 1548 da Cosimo I De’ Medici. Presto la grande sala si riempie, prima i posti al centro e poi quelli in fondo: gli studenti sembra non vogliano avvicinarsi troppo al tavolo dei conferenzieri. Forse per questo Marco Ferrini si alza e scende dal palco per andare tra i ragazzi.

La mia impressione è che abbiano partecipato circa trecento persone. Mi siedo nell’ultima fila e osservo i gruppi di studenti. (altro…)

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Quarta lezione di Marco Ferrini seminario di Villa Vrindavana del 02 agosto 2010 (mattino).

Mi sono chiesto più volte come fosse possibile che le società tradizionali, solitamente imperniate su valori religiosi, potessero così facilmente convivere con crudeltà e degradazioni d’ogni genere.

Pensavo che senza l’affermazione della compassione come motivazione centrale nelle relazioni col mondo e con gli altri esseri, umani e non, non vi potesse essere un’etica accettabile. Vero è che in forme e nomi diversi, questa virtù è sempre stata enunciata a fondamento di ogni tradizione religiosa, anche se adattata alle categorie sociali e storiche in cui si era sviluppata, nella classicità poteva ascriversi sotto il titolo di “magnanimità”, nella cristianità come “carità”, per non parlare del ruolo che ha nel buddismo. Ma è stato un dialogo con Matsya Avatara che ha aperto un varco nella mia mente e mi ha spinto a ribaltare una visione stereotipata del mondo e della società, anche se certe cosiddette “intuizioni”, ne son certo, non nascono dal nulla e pure se appaiono come uno scatto rispetto a ciò che sembrava stabilmente acquisito, esse provengono da un lavorìo non sempre ben evidente sebbene reale.

Non riuscendo a distinguere quanto di ciò che conoscevo fosse il frutto di una mia personale riflessione (altro…)

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Libertà e dovere.

Terza lezione di Marco Ferrini seminario Villa Vrindavana 01 agosto (pomeriggio) 2010

Molte domande/risposte interessanti che si intrecciano con questa breve terza lezione a proposito della reale motivazione che scoraggia Arjuna da compiere il proprio dovere.

Il fatto che Arjuna si preoccupi soprattutto del varna sankara, della confusione dei “colori”, delle caste, provocato dalla scomparsa dell’elemento maschile a causa della devastante guerra che si prepara, ha provocato domande che hanno a che vedere sia con la presunta rigidità del sistema sociale che con quello del maschilismo nelle società tradizionali.

E’ difficile accettare in una società secolarizzata come la nostra l’idea che la nascita non sia un elemento casuale determinato dal combinarsi di un dna maschile con uno femminile, bensì l’esatta conseguenza di un processo evolutivo alla cui base sta la volontà di agire in un senso piuttosto che in un altro. Alla luce del Karma le interpretazioni biologiche cedono il passo ad un ordine universale che tutto comprende e tutto spiega, nel quale troviamo la pura natura e la pura volontà come irresistibili forze al servizio di un’entità che appartiene ad una dimensione tanto reale quanto, paradossalmente, irraggiungibile dalla ragione.

Viene spiegato che la preoccupazione di mantenere una società ordinata secondo una gerarchia socio-spirituale deve essere la principale preoccupazione dei leader, (altro…)

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Alcune domande hanno permesso dei chiarimenti precisi. La prima, sull’alimentazione, ribadisce il fondamentale concetto che la logica della spiritualità vede il mondo ribaltato, quindi i voti intesi come libera rinuncia al godimento dei sensi, lungi da essere una costrizione, sono “investimenti in libertà”, sono gli strumenti che liberano la persona dai condizionamenti della materia pesante: sesso, alimentazione e affermazione proprio ego-difesa.

Viene altresì precisato che nella società contemporanea i varna (colori) non possono non continuare ad esistere, basta saper vedere, ma le persone sono così “scollegate” da ritam che nella stragrande maggioranza dei casi, pur operando in ruoli diversi, si collocano sotto il livello degli Shudra, i quali “sentivano” di appartenere ad un sistema di valori che comunque accettavano come legittimo. L’uomo contemporaneo vive di miti materialisti pensando che siano realtà oggettiva, la confusione è tale che la realizzazione spirituale, obiettivo primo del varna-ashram-dharma, non è percepita neanche all’orizzonte, i contemporanei vivono tutto nell’immanente e quando provano a porsi delle domande le risposte che cercano sono quelle che soddisfano il loro ego: un vero e proprio circolo vizioso. (altro…)

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La quarta lezione è dedicata alla descrizione dei quattro varna, letteralmente “colori”, ovvero le grandi categorie sociali in cui sono divisi gli uomini secondo una partizione che deriverebbe da Dio stesso.
Bisogna premettere che gli ordini sociali nella Bhavagad Gita sono non casualmente legati alle quattro fasi della vita individuale ed il tutto è posto sotto l’ègida del dharma, l’ordine che tutto presiede, infatti si parla generalmente del “sistema” del varna-ashram-dharma come di una particolare organizzazione della vita privata e sociale finalizzata al dharma, alla realizzazione dell’ordine universale.
Rispetto all’occidente classico e medioevale, il pensiero classico indiano possiede però un formidabile concetto che legittima in modo radicale l’appartenenza degli individui ai rispettivi “colori”, il karma. La ragione per la quale un individuo nasce in una certa famiglia e con certe caratteristiche psico-fisiche non deriva qui dall’incomprensibile, quanto apparentemente arbitraria volontà divina, ma dall’insondabile legge del karma, della quale gli uomini possono capire il principio ma non i particolari. (altro…)

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In questa seconda lezione Marco Ferrini tenta di costruire una griglia concettuale della BG definendo le principali categorie in cui inserire questo sapere, avvisando però che per sua stessa natura la BG non può essere incasellata in nessuna definizione preordinata. Definire delle categorie generali serve per orientare nello studio, per capire la pedagogia della BG che è diversa da quella corrente, in particolare Marco Ferrini si sofferma sull’apparente ripetizione di alcuni concetti, da considerare non come ripetitività, ma come strumento pedagogico che affronta a diversi livelli di coscienza gli stessi concetti. (altro…)

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Da alcuni anni partecipo alle attività di un centro per la diffusione delle scienze tradizionali dell’India, CSB Centro Studi Bhaktivedanta (poi spiego cosa significa), guidato da un maestro straordinariamente attivo, Marco Ferrini, nome spirituale Matsya avatara (anche qui poi spiego).

Realizzo questo blog per condividere con chi ne ha piacere ciò che riesco a realizzare durante questo percorso di studio e di riflessione, soprattutto per scambiare idee con chi partecipa ai seminari e alle numerose conferenze e anche con chi non ne ha mai sentito parlare. Spesso, durante i seminari che il prof. Ferrini svolge in varie parti d’Italia, incontro persone che rivedo dopo mesi, nel frattempo mi piacerebbe tenere il contatto: così nasce questo esperimento. A dire la verità io non frequento blog, pertanto ascolterò molto volentieri i vostri consigli e mi auguro una  bella e divertente collaborazione.

Due parole sul contenuto. (altro…)

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