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Archive for the ‘Personale’ Category

In che misura va preso come riferimento un maestro spirituale?
Perché persone che hanno dedicato anni alla ricerca spirituale in compagnia di un maestro fuggono nottetempo dal convento, dal tempio o dall’ashram?
Cos’è che inquina il rapporto tra maestro e discepolo?
Con sincero ed affettuoso rispetto della tradizione, voglio partire da qualcosa di diverso rispetto alla citazione delle dieci principali offese che impediscono il progresso spirituale di chi medita sul maha mantra Hare Krishna.
Partirò invece dal Convivio di Dante Alighieri, un’opera scritta in volgare per i “miseri”, ovvero per coloro che non hanno potuto accedere alla dottrina, poiché chi non ha saputo o voluto è impossibile da recuperare. Così afferma il Poeta e questa precisazione mi piace molto.marco ferrini matsyavatara das
Nel quarto trattato Dante parla di una pianura innevata sì che d’alcuno sentiero vestigio non si vede. Un uomo si trova a doversi recare ad una casa dall’altra parte della stessa pianura, egli intraprende il cammino e per accorgimento e per bontade d’ingegno, solo da sè guidato, per lo diritto cammino si va là dove intende, lasciando le vestigia de li suoi passi diretro da sé.
Un altro uomo deve raggiungere la stessa magione e non dovrebbe fare altro che seguire li vestigi lasciati. Ma questo secondo, pur avendo visto le orme, sbaglia e devia per li pruni e le ruine non andando dove deve andare.
Conclude Dante che si deve chiamare vile, nel senso di non valente, colui che non avendo nessuna traccia da seguire si perde, ma si deve chiamare vilissimo,
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Perché mai una persona mediamente intelligente ogni giorno, 365 giorni all’anno, dovrebbe ripetere 1.728 volte un mantra in un’antica lingua pressoché sconosciuta?
Cosa c’è di mistico nel rinunciare ad una frittata coi carciofi?
Perché è sconsigliata una sessualità vissuta in una matura relazione umana?
Partiamo da uno che di disciplina se ne intende: Patanjali.
Il primo sutra del Sadhana Pada (per l’appunto “Sadhana” in sanscrito equivale più o meno a “disciplina”) afferma categorico, “sutrico” diremmo, che tre sono i pilastri su cui poggia la “liberazione”. Per inciso Patanjali non parla di amore universale, parla di liberazione dai condizionamenti, non si cala nella parte del mistico, piuttosto del pedagogo, disciplina marco ferriniPatanjali descrive infatti lo yoga come di cessazione dei vortici mentali per tornare in sé, tratta di psicologia e procede con metodo sistematicamente scientifico e direi anche pragmatico.
I tre pilastri nell’ordine sono: Tapas, Swadhyaya, Ishavarapranidanani.
Il primo, Tapah, viene tradotto come ascesi, una parola che ha una storia nata con l’uomo stesso.
In occidente è contemplata nelle scuole presocratiche fino a Max Weber nel XIX secolo per legittimare una base etica del capitalismo. Ma procedendo a colpi di macete, diciamo che nessun risultato, né in questo mondo, né nell’altro, si può ottenere senza ascesi. Niente può sussistere di veramente importante nella vita di un uomo se non è stata praticata una qualche forma di ascesi.
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Pregare nel Vento

Nella vita di ogni essere, come in quella di un popolo, accadono cose che destabilizzano, apparentemente ingiuste, enormi ed inspiegabili: pare davvero che la vita in quanto tale non vi possa prescindere. Del resto il fatto stesso che vita faccia paio con morte, dovrebbe metterci sull’avviso.
Ogni epoca ha voluto/dovuto spiegare il grande paradosso ed il termine che più ricorre è quello di destino. Anche nel Mahabharata c’è un continuo riferirsi al destino. pregare nel ventoNonostante il Maestro precisi ogni volta quanto questo destino non sia una potenza arbitraria di un Dio capriccioso, piuttosto le risultanti di karma e di tendenze inconsce, quando dai racconti mitologici si passa alle dure prove della vita, l’impressione di essere soverchiati da un magma incontenibile, di fronte al quale l’io non ha nessuna possibilità di resistenza, allora, senza un concreto passaggio esperienziale, le assicurazioni logiche o religiose evaporano come neve a contatto con la lava. (altro…)

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Da alcuni anni partecipo alle attività di un centro per la diffusione delle scienze tradizionali dell’India, CSB Centro Studi Bhaktivedanta (poi spiego cosa significa), guidato da un maestro straordinariamente attivo, Marco Ferrini, nome spirituale Matsya avatara (anche qui poi spiego).

Realizzo questo blog per condividere con chi ne ha piacere ciò che riesco a realizzare durante questo percorso di studio e di riflessione, soprattutto per scambiare idee con chi partecipa ai seminari e alle numerose conferenze e anche con chi non ne ha mai sentito parlare. Spesso, durante i seminari che il prof. Ferrini svolge in varie parti d’Italia, incontro persone che rivedo dopo mesi, nel frattempo mi piacerebbe tenere il contatto: così nasce questo esperimento. A dire la verità io non frequento blog, pertanto ascolterò molto volentieri i vostri consigli e mi auguro una  bella e divertente collaborazione.

Due parole sul contenuto. (altro…)

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